Il tempo di qualità: cos’è per me

Con questo post che Vi lascio oggi, voglio condividere con Voi cosa vuol dire per me “tempo di qualità”.

In molti credono che per passare del tempo di qualità con i propri figli, bisogna rifornirsi di chissà quali giochi didattici, materiali particolari o esperienze esclusive.

In realtà io non penso che sia così. Secondo me bastiamo noi, il nostro ingegno e il nostro impegno, per cercare di rendere ogni esperienza unica (anche quei momenti banali, quelle cose che facciamo tutti i giorni e che a pensarci su, non ci sembrano poi così speciali possono diventare esperienze significative).

In una società sempre più esigente e frenetica, è difficile trovare momenti da dedicare a chi vogliamo bene, quindi, il tempo che dedichiamo agli altri, a mio avviso, è il più bel regalo che ci possa essere. Ed è questa la mia più grande ambizione: essere una mamma presente e positiva.

Io e mio marito, per esempio, amiamo molto camminare in mezzo alla natura e cerchiamo di trasmettere questa nostra passione a nostro figlio. Camminando facciamo sempre nuove scoperte: nuove piante, nuovi animali.. e il nostro piccolo, come una spugna, apprende tantissimo.

Adoro insegnargli cose nuove e scoprire che a distanza di tempo, si ricorda tutto! E devo dire che non è un apprendimento unilaterale: io imparo tantissimo da lui. Senza saperlo il mio bambino tira fuori il lato migliore di me. Il più dolce. Il più vero. Insieme cantiamo, balliamo, giochiamo, leggiamo, camminiamo… senza imbarazzo, senza limiti, senza giudizi. Solo lui ed io e la voglia di stare bene …insieme!❤️

5 pensieri riguardo “Il tempo di qualità: cos’è per me

  1. Lo facevo anche io infirme a mio figlio ma nel tempo non ha più gradito. Diventato adolescente ha preferito camminare meno e mangiare di più. Per me è come se avesse smesso di essere curioso, ormai ha 31 anni non gli piace molto camminare per lungo tempo.Con ogni probabilità l’ho costretto a camminare molto con me!

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      1. Oggi ho imparato a non strafare … “forse sì” é la mia risposta. soprattutto chiedere se vogliono partecipare ( un bambino é un individuo pensante é giusto é farlo anche decidere da solo ) non imporre mai . Invogliare … quindi alimentare la sua fantasia… o meglio crearla con sempre nuovi stimoli se é latente o pigra …

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